L’acufene è un dolore cronico.

L’acufene è un dolore cronico.

L’acufene presenta una causa importante di disabilità. Molto comune nella popolazione, è estremamente frequenza tra i musicisti.

Un adulto su 14 soffre di acufene in Italia. Di questi, più della metà soffrono di acufene cronico (per esempio da più di tre mesi).

Quando le cause di pertinenza otorinolaringoiatrica sono state escluse e l’acufene sembra intrattabile, si può oggi agire efficacemente sui nervi che lo potenziano. Si tratta della neuromodulazione con radiofrequenza, che già applichiamo su patologie come l’emicrania o la sciatica.

Acufeni resistenti: cosa fare?

Sempre più spesso la teoria di associare il dolore cronico e gli acufeni emerge nelle pubblicazioni mediche. Ci stiamo riferendo in particolare all’acufene resistente alle altre cure, quando tutte le cure otorinolaringoiatriche e le cause neurologiche (neuronoma dell’acustico, tumori cerebrali) sono state escluse. 

Perché l’acufene è un dolore cronico?

Non serve quindi che esista una documentazione che provi l’esistenza dell’acufene: come per ogni esperienza, solo chi soffre lo sa. Sicuramente l’acufene non è gradevole!

Questo è il motivo per cui uno specialista del Dolore Cronico si è interessato dell’acufene.

Già nel 2015 il Corriere della Sera pubblicava l’articolo “Acufeni e dolore cronico hanno delle basi (neurologiche) comuni”.

Radiofrequenza nell’acufene cronico

Recentemente, in particolare dal 2021 in poi, nuovi trattamenti sono stati proposti per l’acufene resistente. In particolare si sono consolidati come efficacia i trattamenti con radiofrequenza di alcuni nervi che possano potenziare l’acufene presente. Come avviene sempre in medicina, la corretta diagnosi è un presuposto per la riuscita delle cure. A seconda dei casi, la applicazione della radiofrequenza sul nervo auricolotemporale, sul nervo occipitale che genera il sintomo, sull’ansa giusta del nervo vago, possono attenuare impressionantemente l’acufene 

Raramente l’acufene sparisce del tutto, ma a detta dei pazienti, la qualità di vita migliora nettamente! Seguendo i paziente negli anni successivi, il beneficio nalla stragrande maggioranza dei casi, è tuttora presente.

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Un analogo mio articolo trovate su MediciItalia.it.

Bibliografia

  1. Szibor A, Mäkitie A, Aarnisalo AA. Tinnitus and suicide: An unresolved relation. Audiol Res. 2019 Jun 7;9(1):222. doi: 10.4081/audiores.2019.222. PMID: 31275536; PMCID: PMC6580142. ↩︎